
Nel cuore dell’entroterra imperiese, tra gli ulivi secolari e le pietre antiche di Lucinasco, si cela una leggenda che da generazioni affascina e inquieta: quella della Dama del Lago. Un racconto sospeso tra realtà e mito, che trasforma un piccolo specchio d’acqua in un luogo carico di emozioni e mistero.
Il lago di Lucinasco: cornice incantata
Il lago di Lucinasco, in realtà un bacino artificiale, è circondato da una natura rigogliosa e silenziosa. Qui, tra il fruscio delle foglie e il canto degli uccelli, si narra che appaia una figura femminile vestita di bianco: la Dama del Lago. Secondo la tradizione popolare, la sua presenza è legata a una storia d’amore tragica, consumata tra le colline e le acque quiete del luogo.

La leggenda: amore, dolore e apparizioni
Narra la leggenda che un giorno al tramonto arrivo sulle rive del lago un viaggiatore, che stanco del suo vagare, per via del cattivo tempo alle porte e in preda ai morsi della fame, cerco è trovo sulle rive dello specchio d’acqua, riparo presso una piccola e malconcia locanda. Il locandiere purtroppo, aveva la locanda al completo, ma visto il cattivo tempo che stava per abbattersi, decise tuttavia di ospitare gratis il viandante, purché si fosse accontentato di una stanza senza luce ne servizi igienici ma con una piccola finestrella che affacciava proprio sul bellissimo lago circostante, donando almeno al tugurio una splendida vista. Il viaggiatore accettò senza pensarci su due volte ad essere ospitato gratuitamente senza dover dare nulla in cambio al padrone di casa anche se questi si era raccomandato di non uscire di notte per recarsi al lago e le parole del locandiere gli rimasero nella mente come un tarlo: – Non deve avvicinarsi o entrare nelle acque del lago prima dell’alba ha capito? Ma queste parole non fecero altro che incrementare in lui la voglia di capire il motivo di quel misterioso monito. Cosi decise di dare un occhiata in giro non appena si fosse fatto buio completo, aspettò che il locandiere si fosse coricato e furtivamente si calo con una corda di lenzuoli dalla sua finestra per sgattaiolare silenzioso fino al lago. Arrivato sulle rive, scorse un gran numero di persone, che a testa bassa uscivano dalla acque del lago, come se si trattasse di un qualche rito che lui non comprendeva ma che sicuramente faceva parte della tradizione locale a lui sconosciuta e per questo motivo, intimato a non curiosare in giro e non ci diede troppo peso, ma decise di non farsi scorgere comunque, anche perché queste persone avevano comunque un qualcosa di strano ed etereo che le accumunava e che a lui facevano rabbrividire la pelle. L’uomo guardava sempre più incuriosito e da li a poco queste persone, cominciarono a dissolversi e a scomparire; questi terrorizzato, scappò verso la locanda e si arrampico sulle lenzuola fino in camera sua in un baleno…. chiuse la finestra e si getto impaurito in un angolo della stanza tremante per tutta la notte. Al suo risveglio, era in corso un forte acquazzone che impedì la sua ripartenza da quel luogo che aveva generato in lui tanta paura la notte prima, ma non appena il tempo migliorò, il viandante non riuscì a non tornare a guardare il lago prima di riprendere il suo cammino, come se fosse stato chiamato da una voce interiore, ammirò lo splendido paesaggio inondato dal sole e scorse sulla riva opposta il materializzarsi di una donna bellissima. L’uomo cercò di avvicinarsi per poterle parlare ma la dama prima di essere raggiunta svanì in pochi istanti. Ancora oggi, sono molti gli uomini a raccontare di essere stati salutati da una donna bellissima che poco dopo scompare senza lasciare traccia.












