Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in respiri. Quelli che fai quando il mare ti si apre accanto, quando il vento porta l’odore della macchia mediterranea, quando un borgo arroccato ti sorprende dietro una curva. La Ciclovia Tirrenica nasce da questo desiderio: trasformare la costa ovest d’Italia in un grande racconto da vivere in sella, un filo blu che unisce persone, paesaggi e storie.
Pedalare lungo questo itinerario significa attraversare confini invisibili: tra regioni, tra epoche, tra modi diversi di viaggiare. Significa rallentare, osservare, lasciarsi attraversare dai luoghi. E soprattutto significa scoprire un’Italia che spesso sfugge a chi corre troppo.
Cos’è la Ciclovia Tirrenica
La Ciclovia Tirrenica è un progetto nazionale che punta a creare un percorso ciclabile continuo lungo la costa tirrenica, collegando Ventimiglia a Roma per una lunghezza complessiva di circa 1.200 km.
Fa parte del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche e coinvolge tre regioni: Liguria, Toscana e Lazio. L’obiettivo è ambizioso: offrire un itinerario sicuro, panoramico e accessibile, capace di valorizzare territori già ricchi di attrattive naturali, culturali e gastronomiche.
Perché la Ciclovia Tirrenica è così speciale
Un percorso che segue il mare: la caratteristica più affascinante della Ciclovia Tirrenica è il suo rapporto costante con il mare. Molti tratti corrono a pochi metri dalla costa, altri attraversano pinete, dune, lagune e aree protette. Il risultato è un viaggio che alterna panorami marini, borghi storici, parchi naturali, siti archeologici e lunghe spiagge selvagge. È un itinerario che cambia volto a ogni regione, ma mantiene un’identità comune: la bellezza del Tirreno.
Recupero delle ex ferrovie: una parte significativa del percorso sfrutta sedimi ferroviari dismessi, trasformati in piste ciclabili moderne e pianeggianti.
Questo approccio permette di ridurre l’impatto ambientale, garantire sicurezza ai ciclisti e creare tratti spettacolari sospesi tra mare e roccia. È il caso di diversi segmenti liguri e di alcuni tratti in fase di sviluppo in Toscana.
Un volano per il turismo slow: la Ciclovia Tirrenica è pensata per un turismo lento, sostenibile, destagionalizzato, adatto a famiglie, cicloturisti e camminatori. Il clima mite della costa permette di pedalare quasi tutto l’anno, rendendo l’itinerario appetibile anche nei mesi meno affollati.
I tratti più suggestivi della Ciclovia Tirrenica
Liguria: la Liguria offre alcuni dei tratti più scenografici dell’intero percorso.
Qui la ciclovia sfrutta lunghe porzioni di ex ferrovia, regalando chilometri di pedalata sospesi tra mare e gallerie illuminate. Tra i segmenti più apprezzati:
- San Lorenzo al Mare – Ospedaletti: uno dei percorsi ciclabili più belli d’Europa
- Cervo – Diano Marina: un tratto recente, pianeggiante e panoramico
- Imperia – Sanremo: un classico per chi ama pedalare vista mare
La Liguria è perfetta per chi cerca un mix di natura, borghi e gastronomia.
Toscana: la Toscana offre un tratto ricchissimo di biodiversità. La ciclovia attraversa:
- la Laguna di Orbetello
- il Monte Argentario
- il Parco della Maremma
- le pinete costiere di Marina di Grosseto
- le zone umide del Fiume Ombrone
Qui il viaggio diventa un’esperienza sensoriale: profumi di pino marittimo, silenzi profondi, incontri con fauna selvatica. Il ponte ciclopedonale sull’Ombrone rappresenta uno snodo fondamentale per collegare la costa al territorio di Grosseto.
Lazio: nel Lazio la Ciclovia Tirrenica si trasforma in un itinerario culturale. Si pedala tra:
- siti archeologici etruschi e romani
- lunghe spiagge naturali
- riserve costiere
- borghi marittimi come Santa Marinella e Santa Severa
L’arrivo a Roma rappresenta il culmine simbolico del viaggio: dalla costa al cuore della storia.
Stato dei lavori: un progetto in evoluzione
La Ciclovia Tirrenica è un progetto in continua crescita. Ogni anno vengono inaugurati nuovi tratti, migliorati collegamenti e potenziati servizi per i cicloturisti. Attualmente il percorso è composto da: tratti già percorribili, segmenti in fase di adeguamento e porzioni ancora in progettazione. Questa evoluzione costante rende la ciclovia un itinerario “vivo”, che cambia e migliora nel tempo.
Cosa rende unico un viaggio sulla Ciclovia Tirrenica
La varietà dei paesaggi: in pochi giorni puoi passare da scogliere liguri, lagune toscane, spiagge laziali, borghi medievali, città d’arte. È un viaggio che non annoia mai.
La ricchezza culturale: ogni regione offre musei, siti archeologici, tradizioni locali, feste e sagre, architetture storiche. La ciclovia diventa un filo che unisce secoli di storia.
La gastronomia: pedalare apre l’appetito, e lungo la Tirrenica non mancano focacce liguri, pesce fresco, vini toscani, formaggi e salumi locali, piatti della tradizione laziale. Un viaggio che è anche un percorso del gusto.
Il tratto Andora – Cervo
Il segmento Andora–Cervo è uno di quei tratti che ti fanno capire perché la Ciclovia Tirrenica sia destinata a diventare un’icona del cicloturismo italiano. Qui la pedalata scorre morbida, accompagnata dal profumo del mare e da un susseguirsi di scorci che sembrano dipinti.

Si parte da Andora, con il suo lungomare ampio e luminoso, e si procede verso est lungo un percorso che alterna tratti ciclabili dedicati a brevi passaggi su strade secondarie, sempre con il Mar Tirreno a pochi metri.

Man mano che ci si avvicina a Cervo, il paesaggio cambia: il borgo medievale appare arroccato sul promontorio, con la basilica barocca che domina la baia come un faro culturale. È uno dei punti più suggestivi dell’intera Riviera di Ponente, e arrivarci in bici amplifica la magia. La salita finale verso il borgo è facoltativa ma consigliata: pochi minuti di fatica ripagati da un panorama che abbraccia tutta la costa.

Questo tratto è perfetto per chi cerca una pedalata panoramica, accessibile e ricca di atmosfera, ideale sia per cicloturisti esperti sia per famiglie che vogliono godersi una giornata slow tra mare, storia e bellezza ligure.
Le nostre impressioni

Il tratto Andora–Cervo ci ha lasciato addosso quella sensazione rara che solo i percorsi davvero ben riusciti sanno regalare: la leggerezza. Fin dai primi metri abbiamo percepito un equilibrio perfetto tra mare, paesaggio e vivibilità del percorso. La pedalata scorre fluida, senza stress, con il blu del Tirreno che compare e scompare tra le aperture del lungomare. È uno di quei tratti in cui ti ritrovi a rallentare non perché sei stanco, ma perché vuoi goderti ogni dettaglio: il profumo salmastro, le facciate color pastello, il rumore delle onde che accompagna il ritmo delle ruote.

Man mano che ci si avvicina a Cervo, l’atmosfera cambia e diventa quasi scenografica. Il borgo arroccato appare come un piccolo presepe sul mare, e arrivarci in bici amplifica la sensazione di conquista. Abbiamo apprezzato soprattutto la tranquillità del percorso, la cura degli spazi e la possibilità di fermarsi facilmente per scattare foto o semplicemente respirare il panorama. È un tratto che consigliamo a chiunque voglia vivere la Riviera di Ponente in modo autentico, lento e profondamente piacevole.






