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La guida Fodor’s 2026: i luoghi da non visitare per proteggerli dall’overtourism

“Turisti in fila in una destinazione sovraffollata”
“Turisti in fila in una destinazione sovraffollata”

Ogni anno Fodor’s Travel pubblica la sua celebre “No List”, una guida che non indica dove andare, ma dove sarebbe meglio non andare. Non si tratta di un invito al boicottaggio, bensì di un gesto di tutela: alcune destinazioni sono talmente belle e popolari da rischiare di essere danneggiate dal loro stesso successo. La No List 2026 mette in evidenza 8 luoghi nel mondo che stanno affrontando gravi problemi di overtourism, con impatti su residenti, ambiente e infrastrutture .

Cos’è l’overtourism e perché è un problema

L’overtourism si verifica quando un numero eccessivo di visitatori supera la capacità di un luogo di accoglierli senza danni. Le conseguenze includono:

  • aumento dei prezzi delle case
  • perdita dell’identità locale
  • infrastrutture sotto pressione
  • impatto ambientale
  • proteste dei residenti

La No List nasce proprio per sensibilizzare i viaggiatori e incoraggiare scelte più consapevoli.

Le destinazioni europee nella No List 2026

1. Montmartre, Parigi: un quartiere schiacciato dal suo successo

Montmartre è uno dei quartieri più iconici di Parigi, ma oggi riceve 11 milioni di visitatori all’anno, più della Torre Eiffel . Il Sacré-Cœur è diventato un set fotografico permanente, mentre la Place du Tertre è invasa dai tavolini dei ristoranti. I residenti temono che il quartiere perda la sua anima e si svuoti dei suoi abitanti storici.

Perché è nella lista

  • Sovraffollamento costante
  • Pressione sugli spazi pubblici
  • Perdita dell’autenticità locale

2. Le Isole Canarie: turismo record e proteste dei residenti

Per il secondo anno consecutivo, le Canarie rientrano nella No List. Solo nei primi sei mesi del 2025 hanno accolto 7,8 milioni di visitatori, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente .

Gli abitanti hanno manifestato con lo slogan “Canarias tiene un límite”, denunciando un modello turistico che porta ricchezza, ma la concentra nelle mani di pochi. Gran parte degli hotel è oggi controllata da grandi gruppi di investimento, e molti profitti lasciano le isole.

Problemi principali

  • Aumento dei prezzi delle case
  • Spopolamento dei residenti
  • Dipendenza economica dal turismo
  • Mancanza di benefici equamente distribuiti

Perché la No List non è un boicottaggio

Fodor’s chiarisce ogni anno che la No List non vuole penalizzare le destinazioni, ma proteggerle. L’obiettivo è invitare i viaggiatori a:

  • scegliere periodi meno affollati
  • esplorare alternative meno note
  • adottare comportamenti responsabili
  • sostenere l’economia locale in modo etico

È un invito a “guardare altrove, per ora”, per permettere a questi luoghi di respirare e ritrovare equilibrio.

Come viaggiare in modo più sostenibile

Per contribuire alla tutela delle destinazioni più fragili, i viaggiatori possono:

  • preferire mete meno conosciute
  • evitare l’alta stagione
  • supportare attività locali e indipendenti
  • rispettare spazi, residenti e ambiente
  • informarsi prima di partire

Il turismo può essere una forza positiva, ma solo se gestito con consapevolezza.

Conclusione

La No List 2026 di Fodor’s Travel è un promemoria prezioso: anche i luoghi più belli del mondo hanno bisogno di essere protetti. Scegliere con attenzione dove andare significa contribuire alla salvaguardia di comunità, paesaggi e culture che rendono il viaggio un’esperienza unica.